Logo

Specie invasive e neofite

Le specie invasive e le neofite rappresentano una crescente minaccia per l’ambiente, la biodiversità, la salute pubblica e, in alcuni casi, anche per l’economia locale. Si tratta di animali, piante o microrganismi non originari del nostro territorio che, una volta introdotti, possono diffondersi rapidamente, alterare gli equilibri naturali, causare danni alle specie indigene e generare rischi per la popolazione.

 

In questa pagina sono raccolte informazioni utili su diverse problematiche presenti o potenzialmente presenti sul nostro territorio: insetti invasivi come il Aedes albopictus (zanzara tigre) e il Popillia japonica (coleottero giapponese), formiche invasive del gruppo Tapinoma, piante neofite invasive come la Reynoutria japonica (poligono del Giappone), rischi sanitari legati ai cianobatteri, nonché tematiche legate alla fauna selvatica e urbana, come la Peste suina africana e la gestione del piccione selvatico. Sono indicazioni pratiche, riferimenti normativi e contatti utili per la segnalazione e la lotta a queste specie.

 

La collaborazione della popolazione è fondamentale: attraverso comportamenti responsabili e segnalazioni tempestive è possibile contribuire concretamente alla tutela del nostro territorio e della salute collettiva.

Cianobatteri

I cianobatteri sono microrganismi utili e normalmente presenti nei laghi e negli stagni. La loro crescita è favorita in particolare da un alto contenuto di nutrienti nell’acqua, dall’alternanza tra tempo stabile e caldo e temporali che portano nuovi nutrienti a lago, così come da acque calme. L’eccessivo sviluppo di alcuni tipi di cianobatteri può dare origine in pochi giorni a delle fioriture superficiali ben visibili anche a occhio nudo, fino a formare dei veri e propri “tappeti” verdi, gialli o di altra colorazione. In base al vento e alle condizioni meteorologiche, la situazione può cambiare drasticamente in poche ore.


Alcune specie di cianobatteri possono produrre dei composti tossici e il rischio per gli esseri umani e gli animali aumenta con l’aumentare della densità delle fioriture. Per questa ragione, il contatto con formazioni visibili di cianobatteri deve essere evitato.
Alte concentrazioni di cianobatteri possono provocare reazioni allergiche della pelle, sintomi gastrointestinali o danni al fegato. Particolarmente a rischio sono i bambini piccoli, che possono ingerire involontariamente l’acqua durante le attività ricreative, così come gli animali.

 

Maggiori informazioni su come comportarsi sono disponibili nel flyer allegato.

Logo
Coleottero giapponese (Popillia japonica)

Il Coleottero giapponese (Popillia japonica) è uno scarabeide originario dell’isola giapponese Hokkaid?. Il primo ritrovamento in Svizzera risale al 2017, quando è stato catturato in una trappola a feromoni nel sud del Ticino. Visti gli ingenti danni che può provocare in agricoltura e nel verde pubblico e privato, questo coleottero è regolamentato in Svizzera e nell’Unione Europea come organismo da quarantena prioritario, ed è quindi soggetto all’obbligo di lotta e segnalazione al Servizio fitosanitario della Sezione dell'agricoltura.

 

Maggiori informazioni e il modulo di segnalazione sono presenti alla pagina dedicata del Cantone: www.ti.ch/coleottero-giapponese, mentre eventuali domande possono essere indirizzate direttamente all'indirizzo: coleottero.giapponese@ti.ch.

Logo
Formiche invasive del gruppo Tapinoma

Il Dipartimento del Territorio, per il tramite del Gruppo di lavoro Organismi alloctoni invasivi Ticino, ha trasmesso al Comune un flyer informativo riguardante il tema delle “Formiche invasive del gruppo Tapinoma”.

 

Secondo indicazioni del Cantone, non si tratta di un organismo di quarantena per il quale è previsto, al momento, un obbligo di lotta. È comunque importante contare sulla fattiva collaborazione della popolazione, qualora si notasse la presenza di questa formica che si manifesta con l’avvicinarsi della bella stagione.

 

Vi invitiamo a:

  • segnalare il ritrovamento alla: Sezione della protezione dell’aria, dell’acqua e del suolo (dt-spaas.neobiota@ti.ch o T. 091/814.29.71);
  • seguire le indicazioni indicate all’interno del flyer (evitare l’uso di insetticidi, poiché inefficaci; versare acqua bollente direttamente nei punti di entrata e di uscita delle formiche; evitare il trasporto di terra e materiale vegetale all’esterno dell’area infestata).
Logo
Lotta alla zanzara tigre

La zanzara tigre (Aedes albopictus) è un insetto originario del sud est asiatico particolarmente fastidiosa per le punture dolorose e potenzialmente portatrice di malattie infettice.

 

Questo insetto è dotato di una grande capacità colonizzatrice sfruttando anche solo la formazione residua di acqua stagnante. Per questo motivo il Municipio, nell'intento di prevenire e combattere la diffusione raccomanda l'applicazione di queste regole:

  • Svuotare settimanalmente l'acqua dei sottovasi o lasciarli prosciugare almeno una volta alla settimana
  • Svuotare completamente i bidoni o chiuderli ermeticamente
  • Svuotare settimanalmente gli oggetti che possano dar luogo a piccole raccolte d'acqua (teli di copertura in plastica, copertoni, ecc.)
  • Trattare settimanalmente durante la stagione estiva, a partire da maggio, le piante acquatiche in vaso con prodotti a base di Bacillus thuringiensis israelensis
  • Trattare settimanalmente durante la stagione estiva, da  inizio maggio, contenitori con acqua stagnante (tombini, pozzetti di grondaie, griglie, ecc.), con prodotti a base di Bacillus thuringiensis israelensis
  • Colmare con sabbia o altro materiale adatto fori o cavità di piccole dimensioni in cui l'acqua potrebbe ristagnare per più di una settimana
Logo
Lotta alle piante neofite

Le neofite invasive sono piante indesiderate non indigene (provenienti in generale da altri continenti), che dopo essere state introdotte in Europa accidentalmente o in modo deliberato colonizzano rapidamente giardini, aiuole, scarpate, prati, boschi e corsi d’acqua, formando popolazioni estese e causando danni di vario genere.

Grazie all’Ordinanza sull’utilizzazione di organismi nell’ambiente (OEDA, RS 814.911, in vigore dal 2008), si stanno moltiplicando le attività di prevenzione e lotta.

 

Rischi

  • Molte neofite invasive sono belle ed appariscenti: spesso sono state importate proprio per abbellire i giardini. Talvolta però possono rappresentare una minaccia per la salute dell’uomo e per la biodiversità, e causano costi pesanti agli enti preposti alla manutenzione di strade, boschi e corsi d’acqua, e alla conservazione della natura.
  • L'ambrosia a foglia di Artemisia, ad esempio, può provocare forti reazioni a livello respiratorio, oculare e cutaneo. Il pánace di Mantegazza può causare dolorose scottature cutanee.
  • Il poligono del Giappone (Reynoutria japonica) invece, come molte altre neofite non pericolose per l’uomo, fa concorrenza alle piante indigene con la sua crescita rapida e rigogliosa e riduce la biodiversità vegetale e animale.
  • Secondo la ricerca scientifica, le neofite invasive sono la seconda causa di diminuzione delle diversità biologica a livello mondiale.


Cosa si può fare

Grazie all’impegno di ogni cittadino, è possibile impedire e contrastare la diffusione delle neofite invasive sul territorio del nostro Comune.

Forse non tutti sanno che le palme sono iscritte nella lista nera svizzera delle neofite invasive, perché colonizzano massicciamente i boschi e riducono la biodiversità e per il poligono del Giappone possono bastare un paio di centimetri di fusto o di radice gettato incautamente in un corso d’acqua per dare vita ad un nuovo focolaio.

Ecco alcuni consigli pratici:

  • Scoprire se vicino a casa crescono delle neofite invasive, consultando la lista nera svizzera e le guide illustrate del Cantone.
  • Abbellire il giardino con specie non problematiche, soprattutto se si abita vicino ad un bosco o ad un corso d’acqua. Parlarne con il proprio giardiniere.
  • Se si vuole eliminare una neofita da una superficie, è meglio informarsi prima sui metodi di lotta da impiegare (tagli, estirpazione), prendendo le dovute precauzioni, evitando l’impiego di erbicidi e smaltendo i residui correttamente (es: sacchi in plastica).
  • Se desidera segnalare la presenza di una neofita invasiva, puoi utilizzare il taccuino per neofite invasive di infoflora. I dati sono preziosi per poter pianificare gli interventi di lotta su scala comunale o regionale.
Logo
Peste suina africana (PSA)

Attualmente la malattia non è presente in Cantone Ticino, ma esiste un rischio elevato che si diffonda anche nella nostra regione.

 

La peste suina africana è una patologia innocua per gli esseri umani, che colpisce esclusivamente i suini domestici e i cinghiali per i quali è quasi sempre mortale in pochi giorni. Si tratta di una malattia (epizoozia) altamente contagiosa ai sensi della normativa federale, i cui sintomi tipici sono debolezza, febbre ed emorragie a vari organi, fino a morte improvvisa. Non esistono vaccini.

 

Le raccomandazioni generali sono:

  • È vietato foraggiare gli animali selvatici
  • È vietato foraggiare i suini con resti alimentari
  • Tutti i resti di cibo devono essere smaltiti in modo che siano inaccessibili ai cinghiali.
  • Al rientro da una regione colpita dalla PSA è vietato portare con sé dai territori colpiti provviste per il viaggio (carne e insaccati)
  • Segnalare il ritrovamento di carcasse di cinghiali (pestesuina@ti.ch, 091 814 41 08 oppure 117 fuori orario d'ufficio e giorni festivi), indicando il luogo del ritrovamento e scattando delle fotografie.

Ulteriori raccomandazioni per la popolazione, i viaggiatori in transito, i cacciatori e gli allevatori, così come il relativo materiale informativo è disponibile sulla pagina principale del Cantone: www.ti.ch/psa.

Logo
Piccione selvatico

I piccioni trovano un habitat ideale nelle zone abitate, dove condizioni ambientali favorevoli permettono di nidificare, stazionare e aggregarsi. L’assenza di predatori e l’ampia disponibilità di fonti d'acqua e di cibo, spesso di scarsa qualità, ne favoriscono la proliferazione. Anche a Collina d’Oro, i nuclei storici soffrono il disagio causato dalla presenza dei piccioni. Le conseguenze più visibili di questo fenomeno sono l’accumulo di sporcizia e di escrementi, i quali facilitano la diffusione di patologie tra i volatili stessi, e l’aggressività per l’accesso alle fonti alimentari.

Al fine di gestire la popolazione di piccioni, il Comune sta implementando una serie di misure per cercare di controllare ed evitare un’espansione delle attuali colonie già presenti nei diversi nuclei. A titolo sperimentale, sono state posizionate delle trappole a trabocchetto per la loro cattura. Questa soluzione viene adottata esclusivamente in risposta a problemi segnalati, principalmente, dalla popolazione residente nei nuclei. Tuttavia, per ottenere risultati significativi, è necessario che la popolazione collabori attivamente, evitando di foraggiare i piccioni in libertà e riducendo gli spazi fruibili dai medesimi negli edifici. Il foraggiamento dei piccioni è di fatto proibito e sono previste sanzioni nel caso non si ottemperasse alle disposizioni vigenti.

 

Non foraggiare i piccioni è un gesto responsabile e premuroso

La gestione della popolazione di piccioni è necessaria per la protezione degli stessi volatili, della salute pubblica e del patrimonio architettonico.

Per limitare il numero di piccioni, è importante evitare di distribuire pane secco o mangimi, oppure abbandonare cibo su panchine o nelle zone pubbliche. Ciò ne incoraggia la concentrazione e promuove comportamenti dannosi. Nonostante possa sembrare un gesto gentile, dare del cibo ai piccioni può causare loro delle carenze nutrizionali, oltre a contribuire a una crescita incontrollata delle loro colonie. L'elevata densità porta difficoltà ai piccioni stessi, causando un aumento di malattie e parassiti oltre a uno stress elevato nella ricerca di luoghi di nidificazione.

 

Trappole a trabocchetto

La seconda strategia per contenere il numero di piccioni si basa sulla cattura a mezzo di trappole.

Questa soluzione viene adottata esclusivamente in risposta a problemi segnalati, principalmente dalla popolazione residente. All’interno delle trappole a trabocchetto utilizzate, gli esemplari di piccione catturati disporranno di cibo e acqua. Un operatore comunale si occuperà giornalmente di controllare e rimuovere gli esemplari catturati, che rimarranno dunque nelle trappole al massimo per 24 ore.

Gli esemplari catturati sono soppressi secondo le modalità previste dalla specifica direttiva federale (regolate dagli artt. 177, 178, 178 e 179 dell’Ordinanza sulla protezione degli animali e dall’informativa tecnica protezione degli animali N.16.1.) e secondo le indicazioni del veterinario cantonale. Il Comune tiene un registro accurato di tutti gli esemplari catturati e soppressi.

L’Ufficio della caccia e della pesca del Canton Ticino ha rilasciato un’autorizzazione ufficiale al Comune per operare tramite i propri Servizi esterni con l’ausilio di trappole a trabocchetto, conformemente a quanto prescritto dal Regolamento sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici dell’11.07.2006.

Logo

Comune
di
Collina d’Oro

Amministrazione
sede di Montagnola
Piazza Brocchi 2
6926 Montagnola
T. 091 986 46 46
e-mail

Lu · Me · Gio · Ve

09.30–12.00 · 14.00–16.00
Ma
16.00–18.00

 

Servizio varchi elettronici

Lu · Me · Gio

09.30–12.00

Amministrazione
sede di Gentilino
Via Chioso 1
6925 Gentilino
T. 091 986 46 56
e-mail

Lu–Ve

10.30–12.00

Pomeriggio

su appuntamento


Ufficio tecnico

Lu–Ve

10.30–12.00

 

Ufficio acqua potabile

Lu–Ve

10.30–12.00

T. 091 986 46 86

 


Polizia
Ceresio Sud
Via delle Scuole 17
6900 Paradiso
T. 091 994 24 65
e-mail

Lu

08.45–11.45 · 14.00–18.45
Ma · Me · Gio · Ve
08.45–11.45 · 14.00–16.00

Vai al login Contenuti e note legali   Privacy Policy   Cookie Policy   |   Pagina aggiornata il 27.02.2026